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Risposte a quesiti in materia di IRPEF: Circolare

Con Circolare 24 aprile 2015, n. 17, l'Agenzia delle Entrate, ha fornito chiarimenti su varie questioni interpretative principalmente in materia di oneri detraibili e deducibili prospettate dai Caf e da altri soggetti.In particolare, nel documento di prassi sono fornite delle precisazioni sulle seguenti tematiche:spese sanitarie;spese di istruzione;recupero del patrimonio edilizio e bonus arredo;altre questioni (spese per adozioni internazionali, erogazioni liberali e ONULUS, interessi su mutui, ecc.).

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Niente IVA sulla cessione di beni verso paesi extracomunitari: Cassazione

Con Sentenza 22 aprile 2015, n. 8196, la Corte di Cassazione ha precisato che la cessione di beni mobili da parte di una società con sede effettiva in Italia, ma sede legale all'estero, verso un paese extracomunitario non è imponibile ai fini IVA. In particolare, i Giudici hanno chiarito che, quanto sopraesposto è valido anche nel caso in cui 'gli accordi commerciali sono stati presi da un imprenditore italiano'.

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Ambito di applicazione della NASpI: i chiarimenti del Ministero

La Direzione Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro, con l'Interpello n. 13 del 24 aprile 2015, fornisce indicazioni in merito all'ambito di applicazione della nuova NASpI (art. 3 del D.Lgs n. 22/2015), ricordando che l'indennità NASpI, oltre ad essere riconosciuta in caso di involontaria perdita dell'occupazione, è altresì concessa nelle ipotesi di dimissioni per giusta causa e di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, a seguito della procedura di conciliazione di cui all'art. 7 della Legge n. 604/1966 (introdotta dall'art. 1, comma 40 della Legge. n. 92/2012).Il Ministero evidenzia che appare conforme al dettato normativo considerare tra le ipotesi che danno diritto al riconoscimento della NASpI anche le ipotesi di licenziamento disciplinare e le ipotesi di licenziamento, a seguito di accettazione all'offerta di conciliazione 'agevolata' introdotta dall'art. 6 del D.Lgs. n. 23/2015.

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Definiti gli adempimenti per l'adesione al regime MOSS: Provvedimento

Con Provvedimento 23 aprile 2015, l'Agenzia delle Entrate ha approvato gli schemi di dati da trasmettere per via telematica ai fini dell'applicazione del regime speciale in materia di IVA (c.d. 'MOSS') ai sensi degli artt. 74-quinquies, 74-sexies e 74-septies, D.P.R. n. 633/1972, come modificato dal D.Lgs. 31 marzo 2015, n. 42 (si veda SeacInfo 22.04.2015).In particolare, l'Agenzia ha definito gli adempimenti che le imprese che aderiscono al regime MOSS per i servizi elettronici, di telecomunicazione e di teleradiodiffusione resi a consumatori privati dell'UE devono adottare, ossia:richiesta di identificazione in Italia (soggetti stabiliti fuori dall'UE);esercizio dell'opzione per i soggetti nazionali;variazione dati e cessazione dal regime;dichiarazione IVA trimestrale.La competenza allo svolgimento delle attività di liquidazione e controllo connesse al regime 'MOSS' è attribuita al Centro operativo di Venezia.

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Acquisti immobiliari: Risoluzione

Con Risoluzione 23 aprile 2015, n. 41, l'Agenzia delle Entrate, ha fornito alcuni chiarimenti in merito all'applicabilità del regime fiscale agevolato (di cui all'art. 33, comma 3, Legge n. 388/2000) agli immobili ricompresi in aree soggette a piani urbanistici particolareggiati.In particolare, il documento di prassi, allineandosi al recente orientamento della Corte di Cassazione, ha precisato che l'agevolazione in oggetto è applicabile:agli atti di acquisto di immobili siti in zone soggette a piani di lottizzazione ad iniziativa privata, essendo questi ultimi qualificabili come strumenti urbanistici di pianificazione di dettaglio equiparabili, ai fini dell'edificabilità, ai piani particolareggiati;anche nel caso in cui al momento della registrazione dell'atto di trasferimento non sia stata ancora stipulata la convenzione attuativa con il Comune, sempreché sia rispettato il termine quinquennale per l'utilizzazione edificatoria.Devono quindi ritenersi superate le istruzioni fornite con le Circolari n. 9/2002 e n. 11/2002.

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Istruzioni INPS per la liquidazione del TFR in busta paga: si parte da maggio 2015

L'INPS, con la Circolare n. 82 del 23 aprile 2015, fornisce le istruzioni per la liquidazione, da parte dei datori di lavoro, della Qu.I.R. (quota integrativa della retribuzione) in busta paga ai lavoratori che ne facciano richiesta nonché le modalità di compilazione del flusso UniEmens.Preme evidenziare che il primo periodo di paga utile per l'accesso alla liquidazione della Qu.I.R. è quello di maggio 2015 (competenze di maggio 2015).

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Illegittima apposizione del termine: si applica anche all'interinale l'indennità risarcitoria del Collegato Lavoro

La Corte di Cassazione ha chiarito che l'indennità a forfait (da 2,5 a 12 mensilità) prevista dall'articolo 32, comma 5 della Legge n. 183/2010, il 'Collegato Lavoro', in caso di conversione del contratto a tempo determinato, spetta anche ai lavoratori illegittimamente inquadrati come lavoratori in somministrazione.Nella Sentenza n. 8286 del 23 aprile 2015 i giudici della Corte Suprema spiegano che l'indennità risarcitoria in parola si applica a tutte le ipotesi di illegittima apposizione del termine ad un contratto e, nel caso particolare del rapporto di lavoro interinale, la nullità del contratto tra somministratore e utilizzatore comporta anche la nullità di quello tra lavoratore e somministratore, con il duplice effetto che, da un lato, il lavoratore è da considerarsi a tutti gli effetti alle dipendenze dell'utilizzatore (ai sensi dell'articolo 21, comma 4 del D.Lgs n. 276/2003) e, dall'altro, che il contratto nato come un rapporto a tempo determinato con il somministratore diventa un contratto a tempo indeterminato con l'utilizzatore.

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Contratti di solidarietà per aumento della produttività: ulteriori chiarimenti ministeriali

Con la Circolare n. 15 del 22 aprile 2015, il Ministero del lavoro interviene nuovamente in merito alle procedure di concessione dello sgravio del 35% sulle retribuzioni percepite durante i periodi di Contratti di solidarietà per aziende CIGS, in caso di attivazione dell'ammortizzatore sociale per aumentare la produttività aziendale o ridurre le inefficienze produttive o organizzative.In particolare con la Circolare in esame il Welfare fornisce indicazioni circa la richiesta del citato sgravio nel caso in cui le aziende, decorsi i primi 12 mesi del contratto di solidarietà, decidano di richiedere l'estensione dell'ammortizzatore sociale per ulteriori 12 mesi.

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Generatori di caldaia a biomassa, disponibile il vademecum dell'ENEA

L'ENEA, come per le schermature solari (si veda Seacinfo del 20 aprile 2015) ha reso disponibile nel proprio sito internet un vademecum utile per definire gli interventi di sostituzione o installazione di generatori di caldaia a biomassa, per i quali, dal 2015, ai sensi della Legge di Stabilità 2015, spetta la detrazione del 65% per risparmio energetico (con applicazione, in particolare, del comma 347, Legge n. 296/2006).L'ENEA, evidenziando che il vademecum è stato realizzato sulla base del proprio orientamento e che '…come tale ha il valore di una valutazione tecnica, che in ogni caso non potrà costituire giurisprudenza' ritiene che l'intervento in esame può configurarsi come sostituzione (totale o parziale) del preesistente generatore termico o come nuova installazione, su edifici esistenti. Nel vademecum, inoltre sono elencate le specifiche tipologie di generatori di caldaia a biomassa agevolabili (individuate da varie norme UNI EN) nonché i requisiti che gli stessi devono possedere per fruire dell'agevolazione (rendimento utile nominale minimo almeno pari all'85%, rispetto dei criteri e requisiti tecnici stabiliti, etc.).

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No al licenziamento del lavoratore per mancato superamento del periodo di prova

In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione ha statuito l'illegittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del lavoratore per mancato superamento del periodo di prova, qualora non sussista la necessità di testare le capacità dello stesso. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 8237 del 22 aprile 2015, ha chiarito che è da considerarsi nullo il patto di prova poiché in frode alla legge, visto che il lavoratore ha già prestato attività alle dipendenze del datore di lavoro, per quanto sotto la diversa ragione sociale di un appaltatore, dovendosi pertanto ritenere detto datore già a conoscenza delle attitudini professionali del lavoratore.

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