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Niente beneficio prima casa in caso di ripetuti atti di rivendita e riacquisto e mancato trasferimento di residenza: Cassazione

Con Sentenza 10 aprile 2015, n. 7338, la Corte di Cassazione ha precisato che, in caso di ripetuti atti di rivendita e riacquisto di immobili da adibire ad abitazione principale, il mancato trasferimento della residenza da parte del contribuente fa perdere l'agevolazione 'prima casa'.In particolare, i Giudici hanno specificato che, in caso di rivendita dell'abitazione principale (entro i cinque anni dal primo acquisto), per non decadere dal beneficio in questione:è necessario il riacquisto, entro un anno dalla vendita, di un nuovo immobile in relazione al quale venga manifestata l'intenzione di adibirlo ad abitazione principale;l'intenzione di cui al punto precedente deve realizzarsi nel concreto trasferimento della residenza nel nuovo immobile.

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Rivalutati i limiti economici per il lavoro accessorio

L'INPS con la Circolare n. 77 pubblicata il 16 aprile 2015, in applicazione di quanto previsto dall'articolo 70, comma 1 del D.Lgs n. 276/2003, ha comunicato i valori dei limiti economici applicabili per l'anno 2015 alla disciplina del lavoro accessorio, rivalutati in base all'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rilevato nel 2014.I nuovi valori economici sono i seguenti:5.060 euro netti (6.746 euro lordi) per la generalità dei committenti;2.020 euro netti (2.693 euro lordi) per i committenti imprenditori commerciali o professionisti.

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Salari medi e convenzionali per le prestazioni economiche di malattia, maternità, tbc

L'INPS, con la Circolare n. 78 del 16 aprile 2015, fornisce le retribuzioni di riferimento per l'anno 2015, per l'erogazione delle prestazioni economiche di malattia, maternità e tubercolosi. Le indicazioni fornite dall'Istituto interessano i seguenti soggetti: lavoratori soci degli organismi cooperativi di cui all'articolo 4 del DPR n. 602/1970;lavoratori agricoli a tempo determinato; compartecipanti familiari e piccoli coloni; lavoratori italiani operanti all'estero in Paesi extracomunitari;lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari; lavoratrici commercianti, artigiane e imprenditrici agricole professionali;lavoratori iscritti alla gestione separata.

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Ambito di applicazione Fondo di solidarietà residuale: ulteriori indicazioni dell'INPS

L'INPS, con la Circolare n. 79 del 16 aprile 2015, interviene nuovamente in materia di obbligo di versamento al Fondo di solidarietà residuale, ridefinendone l'ambito di applicazione a seguito di chiarimenti forniti dal Ministero del Lavoro.In particolare:viene ribadito che le imprese operanti nel settore dell'artigianato (CSC 4.XX.XX) che rientrano nel campo di applicazione del Fondo di cui all'articolo 3, commi 14 e seguenti della Legge n. 92/2012 ('Fondo di solidarietà bilaterale alternativo per l'Artigianato'), non sono comprese nell'ambito di applicazione del Fondo di solidarietà residuale. Inoltre, sulla base dei chiarimenti forniti dal Ministero del lavoro, viene reso noto che non rientrano nel campo di applicazione del Fondo residuale anche le Confederazioni del settore artigiano e le società di servizio alle imprese associate dalle stesse costituite, partecipate o promosse e i correlativi enti bilaterali di livello nazionale e territoriale;sono escluse dal campo di applicazione del Fondo residuale le Università non statali legalmente riconosciute;relativamente alle imprese, sia pubbliche che private, esercenti attività di trasporto viene precisato che sono tenute all'iscrizione al Fondo di solidarietà residuale tutte le imprese non esercenti attività di trasporto pubblico, classificate con CSC 1.15.01 con c.a. '1D', e CSC 1.15.03 senza CA '2B' o '3G';a seguito dei chiarimenti forniti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (Interpello n. 5 del 6 marzo 2015), riguardo l'obbligo di versamento al Fondo Residuale per i lavoratori svantaggiati da parte delle le cooperative sociali di tipo b) di cui alla Legge n. 381/1991, l'Istituto precisa che le predette imprese non dovranno versare la contribuzione di finanziamento del Fondo di solidarietà residuale in corrispondenza dei codici Tipo contribuzione '19' e Tipo contribuzione '29'. L'Istituto fornisce istruzioni operative in merito all'eventuale recupero di contribuzione erroneamente versata.

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Al via il 730 precompilato: apre oggi l'accesso

In data odierna, 15 aprile 2015, apre il canale telematico attraverso cui è reso disponibile il Mod. 730/2015 precompilato per i contribuenti abilitati.Si ricorda che per accedere alla propria dichiarazione precompilata è necessario essere in possesso delle credenziali (codice Pin e Password) rilasciate dall'Agenzia delle Entrate, oppure la Carta nazionale dei servizi o le credenziali dispositive rilasciate dall'INPS. I contribuenti non ancora in possesso di tali credenziali possono comunque procedere alla richiesta delle stesse oppure delegare terzi all'accesso della propria dichiarazione precompilata.

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Imposta di bollo virtuale: Circolare

Con Circolare 14 aprile 2015, n. 16, l'Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti in materia di imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi degli articoli 15 e 15-bis del Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642.In particolare, l'Agenzia nel documento di prassi fornisce le seguenti informazioni riguardanti:la disciplina dell'imposta di bollo assolto in modo virtuale;le strutture competenti al rilascio dell'autorizzazione e alla liquidazione dell'imposta;il procedimento di autorizzazione;le modalità di liquidazione;i versamenti;l'acconto;l'omesso o ritardato versamento di una o più rate o dell'acconto, l'omessa o infedele dichiarazione di conguaglio e l'indicazione delle sanzioni applicabili.

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Mobilità: i criteri di scelta dei lavoratori devono essere chiari e oggettivi

Nella comunicazione ai sindacati per l'individuazione dei lavoratori da porre in mobilità, il datore di lavoro deve indicare puntualmente motivi e pesi dei requisiti che hanno portato alla scelta dei lavoratori, cioè le modalità di interazione tra carichi di famiglia, anzianità ed esigenze tecnico produttive al fine di individuare i lavoratori interessati.Questo l'assunto dalla Corte di Cassazione con la Sentenza n. 7490 del 14 aprile 2015, nella quale precisa che 'per garantire la trasparenza della procedura, il criterio o i criteri prescelti devono essere oggettivi e non possono essere applicati con discrezionalità'. Nel caso in specie, la Suprema Corte accoglie il ricorso dei lavoratori contro la sentenza del giudice d'appello, che aveva dato ragione all'azienda, e rinvia il giudizio alla corte territoriale.

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Indice TFR del mese di marzo 2015

L'Istituto centrale di statistica ha reso noto che l'indice dei prezzi al consumo per il mese di marzo 2015 è pari a 107,0 punti.L'incidenza percentuale della differenza rispetto all'indice in vigore al 31 dicembre 2014 è pari a 0; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell'1,5% annuo, per cui si avrà un indice di rivalutazione del TFR pari a 0,375%.

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'Programma Garanzia Giovani': le nuove indicazioni del Ministero

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con la Nota n. 7435/2015, interviene fornendo chiarimenti in merito all'ambito applicativo del Bonus 'Garanzia Giovani', così come previsto dal Decreto direttoriale n. 1709/2014 dello stesso Ministero.In particolare viene precisato che:anche in assenza di specifiche indicazioni della norma, non possono essere oggetto del beneficio i giovani legati da vincolo di parentela con i titolari dell'azienda;il 'Programma Garanzia giovani' non può essere svolto nelle pubbliche amministrazioni.

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Diritto alla monetizzazione dei congedi non goduti

La Corte di Cassazione ha statuito che il dipendente ha diritto alla monetizzazione di tutti i riposi non goduti, in mancanza della prova da parte del datore di lavoro circa l'esistenza di un uso aziendale che distingue le ferie dai congedi, per cui l'indennità per quest'ultimi verrebbe rimandata di anno in anno fino al momento della liquidazione per il residuo alla cessazione del rapporto. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 7496 del 14 aprile 2015, ha precisato che il datore deve pagare la somma portata dal decreto ingiuntivo ottenuto dal lavoratore, che dimostra l'omessa fruizione dei riposi mediante il tabulato INAIL, che riporta soltanto le presenze in servizio non distinguendo fra le ferie e gli altri congedi.

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