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Lavora durante la malattia: licenziamento legittimo

Svolgere un'attività lavorativa presso terzi durante un periodo di assenza per malattia dal proprio posto di lavoro legittima il licenziamento attuato dal datore di lavoro: così facendo, infatti, il lavoratore viola il rapporto di fedeltà, correttezza e buona fede nei confronti del suo datore di lavoro, laddove l'attività svolta sia incompatibile con lo stato di infermità ovvero rallenti, potenzialmente, la guarigione.La Corte di Cassazione si è così espressa nella Sentenza n. 20090 del 7 ottobre 2015, rigettando il ricorso del lavoratore che era stato trovato da un'agenzia investigativa assunta dal datore di lavoro, a svolgere un'attività lavorativa presso il pubblico esercizio della figlia, compiendo oltretutto movimenti e azioni incompatibili con l'infortunio.

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Cassazione: licenziamento per GMO se anche i sindacati constatano la soppressione del posto

Con la Sentenza n. 19923 del 6 ottobre 2015, la Corte di Cassazione è intervenuta in merito alla legittimità di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo nell'ipotesi in cui il posto di lavoro sia stato soppresso.Nello specifico la Suprema Corte ha sentenziato che si configura come legittimo il licenziamento per GMO, qualora la soppressione del posto di lavoro sia stata anche oggettivamente accertata dalle rappresentanze sindacali aziendali.

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Indennità una tantum per i lavoratori residenti in Lombardia

L'INPS, con il Messaggio n. 6221 dell'8 ottobre 2015, comunica che sono in atto le corresponsioni dell'indennità una tantum per i lavoratori residenti in Lombardia operanti nel territorio della Regione Emilia Romagna colpita da sisma del maggio 2012.A tali lavoratori spetta un'indennità una tantum pari a tre mensilità dell'importo mensile massimo previsto per le integrazioni salariali nell'anno 2012, pari ad euro 3.357,96, senza applicare l'abbattimento del 5,54%.

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Pubblicati in Gazzetta Ufficiale gli ultimi decreti sulla delega fiscale

Sul Supplemento ordinario n. 55 della Gazzetta Ufficiale 7 ottobre 2015, n. 233 sono stati pubblicati gli ultimi cinque decreti attuativi della legge delega fiscale (Legge n. 23/2014).Tali provvedimenti normativi, che entreranno in vigore il 22 ottobre 2015, hanno ad oggetto:'Misure per la revisione della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario, in attuazione degli articoli 6, comma 6, e 10, comma 1, lettere a) e b), della legge 11 marzo 2014, n. 23' (D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 156);'Misure per la revisione della disciplina dell'organizzazione delle agenzie fiscali, in attuazione dell'articolo 9, comma 1, lettera h), della legge 11 marzo 2014, n. 23' (D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 157);'Revisione del sistema sanzionatorio, in attuazione dell'articolo 8, comma 1, della legge 11 marzo 2014, n. 23' (D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158);'Misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di riscossione, in attuazione dell'articolo 3, comma 1, lettera a), della legge 11 marzo 2014, n. 23' (D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 159);'Stima e monitoraggio dell'evasione fiscale e monitoraggio e riordino delle disposizioni in materia di erosione fiscale, in attuazione degli articoli 3 e 4 della legge 11 marzo 2014, n. 23' (D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 160).

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Antiriciclaggio: indici di anomalia per le operazioni sospette da parte della P.A.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 7 ottobre 2015, n. 233, il D.Lgs. 25 settembre 2015, relativo alla determinazione degli indicatori di anomalia al fine di agevolare l'individuazione delle operazioni sospette di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo da parte degli uffici della pubblica amministrazione.In particolare, tale decreto prevede che gli operatori (uffici della pubblica amministrazione) dovranno individuare le operazioni sospette e trasmettere le segnalazioni all' UIF; una specifica indicazione viene data per i settori dei controlli fiscali, degli appalti e dei finanziamenti pubblici.Il decreto spiega inoltre che gli indici di anomalia saranno aggiornati periodicamente.

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Le minacce e offese al capo possono costare il posto

La Corte di Cassazione, respingendo il ricorso del lavoratore, ha ritenuto legittimo il licenziamento operato dall'azienda per le ingiurie e minacce rivolte dal lavoratore stesso al proprio superiore durante una discussione.Nella Sentenza n. 20071 del 7 ottobre 2015, la Suprema Corte ha precisato che laddove il giudice d'appello abbia motivato in modo esauriente e completo la valutazione della gravità dell'inadempimento contestato al lavoratore rispetto alla sanzione comminata, non è possibile un riesame in sede di legittimità. Nel caso in specie, essendo presente tale valutazione nella sentenza del giudice di seconde cure, tra l'altro facendo anche riferimento a testimoni diretti che hanno confermato le minacce e offese rivolte dal lavoratore al superiore, la Corte di Cassazione non ha e non può obiettare alcunché rispetto alla decisione della Corte d'Appello, confermando pertanto il licenziamento.

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Licenziato il lavoratore complice del furto di merce in azienda

In materia di licenziamento disciplinare, la Corte di Cassazione ha statuito la piena legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente che, nell'ambito delle sue mansioni, agevola terzi a commettere un furto di merce in azienda.Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 20082 del 7 ottobre 2015, ha precisato che la sanzione espulsiva risulta giustificata dal momento che la partecipazione all'illecito, oltre che essere rilevante penalmente, costituisce una condotta talmente grave da ledere irrimediabilmente il vincolo fiduciario con il datore di lavoro.

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Maxi sanzione per lavoro nero: primi chiarimenti dal Ministero del Lavoro sul regime intertemporale

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la Lettera circolare n. 16494 del 7 ottobre 2015, nelle more dell'emanazione delle prime indicazioni operative sulla nuova disciplina della maxi sanzione per lavoro nero introdotta dal D.Lgs n. 151/2015, entrato in vigore il 24 settembre 2015, fornisce indicazioni in merito al regime intertemporale.In particolare, il Ministero chiarisce che, in relazione alle condotteiniziate e cessate prima del 24 settembre 2015, si applica l'apparato sanzionatorio precedentemente vigente, ivi compresa la fattispecie attenuata di maxisanzione (c.d. maxisanzione affievolita) e, pertanto, in relazione alle medesime condotte, non è possibile beneficiare della procedura di diffida (reintrodotta dall'art. 22 del D.Lgs n. 151/2015);iniziate sotto la previgente disciplina e proseguite dopo il 24 settembre 2015, trova applicazione, all'intero periodo oggetto di accertamento, la nuova disciplina ivi compresa la procedura di diffida.

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Cassazione: il ricorso va depositato entro 180 giorni dalla spedizione dell'impugnativa del licenziamento

Con la Sentenza n. 20068/2015, pubblicata il 7 ottobre, la Cassazione interviene in merito ai nuovi termini per l'impugnazione dei licenziamenti introdotti dalla Riforma Fornero (il lavoratore ha tempo 60 giorni per impugnare in via stragiudiziale, e può entro i successivi 180 giorni rivolgersi ad un giudice).La Suprema Corte sostiene che l'atto rivolto contro il licenziamento individuale è una fattispecie a formazione progressiva con doppio termine di decadenza. Nello specifico, il termine di 180 giorni per depositare il ricorso si calcola dalla spedizione dell'impugnativa e non dalla ricezione dell'atto da parte del datore di lavoro.

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Liberalizzazione lavoro extraUE: i primi chiarimenti del Ministero dopo il Jobs Act

Come noto il D.Lgs n. 151/2015, attuativo del Jobs Act (cosiddetto 'Decreto semplificazioni)', all'articolo 16 ha introdotto diverse novità e abrogazioni di vincoli in materia di trasferimento di lavoratori italiani per compiere prestazioni lavorative in paesi esterni all'Unione Europea.Il Ministero del Lavoro, con la Nota n. 20578 del 7 ottobre 2015, fornisce alcuni chiarimenti a riguardo ed in particolare precisa che l'obbligo di richiesta preventiva al Ministero per il trasferimento del lavoratore in zona extraUEè abrogato anche per le richieste che sono già state inviate prima del 24 settembre, ma ancora in corso di istruttoria.

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