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Le dichiarazioni del contribuente nel PVC costituiscono confessione stragiudiziale: Cassazione

Con Sentenza 16 ottobre 2015, n. 20979, la Corte di Cassazione ha chiarito che in fase di verifiche fiscali l'accettazione da parte del contribuente, risultante dal PVC sottoscritto, di una data percentuale di ricarico costituisce una confessione stragiudiziale, tale da legittimare l'accertamento dell'Ufficio.Ogni dichiarazione del legale rappresentante, inoltre, può costituire prova non indiziaria, ma diretta, del maggior imponibile, non bisognevole di ulteriori riscontri.

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Responsabilità del datore per la mancata codificazione delle norme antinfortunistiche

In tema di infortuni sul lavoro, la Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale del datore per lesioni colpose aggravate nei confronti del dipendente, cui è occorso un incidente nello svolgimento delle proprie mansioni, dal momento che risultano violate le leggi antinfortunistiche.In particolare la Suprema Corte, con la Sentenza n. 41486 del 15 ottobre 2015, ha chiarito che la condanna è giustificata, vista la mancata codificazione da parte del datore delle norme antinfortunistiche finalizzate a ridurre al minimo il rischio di incidenti sul lavoro, a nulla rilevando l'esistenza della semplice prassi aziendale e l'aver fornito al lavoratore istruzioni verbali.

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Cassazione: no alla mobilità per i lavoratori il cui reparto è soppresso se idonei ad occupare posizioni di altri reparti

Con la Sentenza n. 21015 del 16 ottobre 2015 la Cassazione interviene in merito alla procedura di licenziamento collettivo, ed in particolare nel merito dei criteri di scelta affermando che 'il datore non può limitare la scelta dei lavoratori da porre in mobilità ai soli dipendenti addetti al reparto o settore ove sono ravvisati esuberi, se essi siano idonei, per il pregresso svolgimento della propria attività in altri reparti dell'azienda, ad occupare le posizioni lavorative di colleghi addetti ad altri reparti, con la conseguenza che non può essere ritenuta legittima la scelta di lavoratori solo perché impiegati nel reparto operativo soppresso o ridotto, trascurando il possesso di professionalità equivalente a quella di addetti ad altre realtà organizzate.'In sostanza, la Suprema Corte afferma che non possono essere messi in mobilità lavoratori addetti al reparto dove sono stati ravvisati esuberi, se risultano idonei ad occupare posizioni in altri reparti.

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Niente licenziamento per le frasi discriminatorie rivolte al collega

In materia di licenziamento per giusta causa, la Corte di Cassazione ha statuito l'illegittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente, che ha utilizzato termini offensivi e ingiurie discriminatorie nei confronti del collega, che ne ha provocato la reazione mettendolo ingiustamente in cattiva luce agli occhi del superiore. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 21017 del 16 ottobre 2015, ha sottolineato che il diverbio non è stato originato da futili motivi e che la sanzione espulsiva è da ritenersi esagerata, in quanto il rapporto fiduciario tra datore e lavoratore, ingiustamente incolpato, non risulta irrimediabilmente compromesso.

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Art bonus fruibile anche senza trasferimenti di denaro diretti: Risoluzione

Con Risoluzione 15 ottobre 2015, n. 87 l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che le fondazioni bancarie possono fruire dell'Art bonus di cui all'articolo 1, comma 1, D.L. n. 83/2014 anche nel caso in cui si facciano carico esclusivo dell'esecuzione di progetti di restauro e valorizzazione dei beni culturali, inclusi i relativi oneri finanziari e organizzativi, senza trasferire direttamente somme di denaro all'ente pubblico territoriale.In questo caso non viene infatti meno il requisito della liberalità, in quanto le somme sono predeterminate a monte nei protocolli d'intesa siglati tra le parti.

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Tassazione attività agricole connesse: Risoluzione

Con Risoluzione 15 ottobre 2015, n. 86, l'Agenzia delle Entrate ha fornito precisazioni in merito alla tassazione forfettaria del reddito derivante dalla produzione e dalla cessione di energia elettrica da impianti fotovoltaici (art. 22, D.L. n. 66/2014).La cessione di energia fotovoltaica da parte di imprenditori agricoli rientra, per gli anni 2014 e 2015, nel reddito catastale se rispetta il limite di 260.000 kw/h annui. La parte eccedente tale limite va assoggettata:a tassazione forfettaria del 25% se l'attività di produzione di energia fotovoltaica rispetta i criteri di connessione co l'attività agricola principale (Circolare n. 32/2009);a tassazione ordinaria (reddito d'impresa) se rispetta i sopracitati criteri di connessione.Infine, la Risoluzione n. 86/2015 fornisce chiarimenti anche in relazione ai criteri di tassazione per l'anno 2016.

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Il lavoro notturno del part time va retribuito come quello dei full time

La Corte di Cassazione ha stabilito che il lavoratore a tempo parziale che svolge attività di lavoro notturno ovvero di lavoro notturno festivo ha diritto ad una maggiorazione della retribuzione, per le ore svolte con tale modalità, pari a quella percepita, per le medesime, dal lavoratore a tempo pieno comparabile.Nella Sentenza n. 20843 del 15 ottobre 2015, i giudici della Corte Suprema hanno così risolto la disputa tra un'azienda e una lavoratrice, affermando che, per il principio di non discriminazione affermato dalla Direttiva 97/81/CE e ripreso dall'articolo 4 del D.Lgs n. 61/2000, il lavoratore a tempo parziale non deve ricevere un trattamento meno favorevole rispetto al lavoratore a tempo pieno comparabile, cioè quello inquadrato allo stesso livello e a nulla valgono le considerazioni circa turnazioni diverse o maggiori riposi: se l'attività viene svolta in orario notturno, il lavoratore a tempo parziale ha diritto a ricevere la stessa maggiorazione corrisposta al lavoratore a tempo pieno.

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Individuati per il 2016 i settori e le professioni con disparità di genere

Con il Decreto 13 ottobre 2015 del Ministero del Lavoro di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, sono stati individuati, per l'anno 2016, i settori e le professioni caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna.In tali settori, caratterizzati da una significativa differenza di genere, il datore di lavoro può beneficiare di agevolazioni contributive per l'assunzione di donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi (art. 4, comma 11 della Legge n. 92/2012).

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Precisazioni dall'Agenzia delle Entrate in materia di Qu.I.R.

L'Agenzia delle Entrate, con Parere del 1° ottobre 2015, interviene su alcune questioni interpretative afferenti il trattamento fiscale della Qu.I.R.In particolare, in risposta a specifici quesiti sottoposti da Assosoftware, l'Agenzia precisa cheai fini della tassazione del TFR, nella formula utilizzata per il calcolo del reddito di riferimento e, conseguentemente, dell'aliquota media di tassazionel'importo della Qu.I.R. non deve essere imputato al numeratore,il periodo di tempo in relazione al quale il dipendente percepisce la Qu.I.R. in busta paga deve essere imputato al denominatore;nel caso di ricorso al finanziamento assistito da garanzia, alla Qu.I.R., maturata in un determinato anno ed erogata l'anno successivo, va applicata la tassazione ordinaria escludendo, pertanto, la possibilità di applicare quella separata.

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Cassazione: la fruizione indebita di benefici contributivi comporta evasione e non omissione

Con la Sentenza n. 20845 del 15 ottobre 2015, la Corte di Cassazione è intervenuta in merito all'indebita fruizione di sgravi contributivi ed in particolare nel caso in cui l'azienda non fornisca tutte le informazioni adeguate a verificare l'effettiva spettanza del beneficio fruito.Nello specifico la Suprema Corte ha sentenziato che, nel caso di indebita fruizione di sgravi contributivi, non si configura la semplice omissione di versamento di contributi, bensì l'evasione contributiva.

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