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La riduzione del capitale sociale con successivo prestito obbligazionario non è elusiva: Cassazione

Con Sentenza 15 luglio 2015, n. 14761, la Corte di Cassazione ha chiarito che la riduzione del capitale sociale di una s.p.a. con distribuzione ai soci e sottoscrizione, da parte degli stessi, di un prestito obbligazionario nei confronti della società non è elusiva.Secondo la Suprema Corte, infatti, la sola scelta del contribuente di non seguire l'opzione fiscalmente più onerosa non costituisce abuso del diritto.

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Assegno di natalità (c.d. bonus bebè): indicazioni dell'INPS

L'INPS con il Messaggio n. 4845 del 17 luglio 2015 interviene per fornire indicazioni operative relativamente alla domanda di assegno di natalità (c.d. bonus bebè) previsto dall'articolo 1, commi da 125 a 129 della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Stabilità 2015): si tratta di un assegno mensile (max 36 mensilità), il cui importo è pari a 80 euro se l'ISEE del nucleo familiare non è superiore a 25.000 euro annui, oppure 160 euro se l'ISEE non supera i 7.000 euro annui.L'Istituto nel messaggio in oggetto rende noto che la prima liquidazione, avverrà entro la fine del corrente mese di luglio, e che verranno corrisposte tutte le rate maturate a tale data. Il primo pagamento comprenderà pertanto anche le eventuali mensilità arretrate spettanti. Dopo questa prima fase, la liquidazione delle domande accolte verrà effettuata entro il giorno cinque di ogni mese.

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Voluntary disclosure: in una Circolare forniti nuovi chiarimenti

Con Circolare 16 luglio 2015, n. 27, l'Agenzia delle Entrate ha fornito dei chiarimenti in relazione ai profili applicativi della voluntary disclosure e al Provvedimento attuativo del 30 gennaio 2015 con il quale è stato approvato il modello per la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria.Gli argomenti trattati nel documento di prassi attengono:all'ambito soggettivo e oggettivo della collaborazione volontaria;alle cause di inammissibilità;agli adempimenti a carico del contribuente;all'ambito temporale della procedura di collaborazione;agli aspetti sanzionatori;al perfezionamento della procedura.

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Esenzione dall'imposta di bollo e di registro anche per la negoziazione assistita di separazione: Risoluzione

Con Risoluzione 16 luglio 2015, n. 65, l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all'esenzione da imposta di bollo e di registro prevista, ai sensi dell'art. 19, L. n. 74/1987, per tutti gli atti/documenti e provvedimenti legati al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso.In particolare, con la Risoluzione in esame è stato precisato che l'esenzione di cui sopra è applicabile anche al nuovo strumento della negoziazione assistita di separazione introdotto ad opera dell'art. 6, D.L. n. 132/2014.

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Ammortizzatori sociali in deroga: stanziate nuove risorse per le annualità 2014/2015

L'INPS, nel Messaggio n. 4820 del 16 luglio 2015, comunica la ripartizione alle Regioni delle risorse stanziate dal Ministero del Lavoro, di concerto con il MEF, con il Decreto n. 90973 dell'8 luglio 2015, pari a 500 milioni di euro a valere sul Fondo Sociale per l'Occupazione e Formazione.Le risorse sono destinate al pagamento degli ammortizzatori sociali in deroga per periodi di competenza relativi alle annualità 2014 e 2015.

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Figli con handicap grave: nuovi limiti temporali per fruire del prolungamento del congedo parentale

L'INPS, con il Messaggio n. 4805 del 16 luglio 2015, fornisce alcune precisazioni in merito al prolungamento del congedo parentale per i figli con handicap grave.L'Istituto ricorda, infatti, che il Decreto Legislativo n. 80/2015 ha ridefinito, in via sperimentale per il solo anno 2015, il limite massimo di età del figlio con grave disabilità entro cui i genitori possono fruire del prolungamento del congedo parentale.Più precisamente, tale decreto ha sancito la possibilità per i genitori di fruire del prolungamento del congedo parentale entro il 12° anno di vita del figlio con handicap grave.

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Accettazione dell'eredità con beneficio di inventario e imposta di successione: Cassazione

Con Sentenza 15 luglio 2015, n. 14847, la Corte di Cassazione ha chiarito che l'accettazione dell'eredità con beneficio di inventario è opponibile a qualsiasi creditore, erario compreso; quest'ultimo, di conseguenza, pur potendo procedere alla notifica dell'avviso di liquidazione nei confronti dell'erede, non può liquidare od esigere l'imposta ipotecaria, catastale o di successione sino a quando non si sia chiusa la procedura di liquidazione dei debiti ereditari, e sempre che sussista un residuo attivo in favore dell'erede.Al fine di quantificare il debito tributario incombente sul singolo erede è infatti imprescindibile la previa definizione dell'inventario.

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La mancata notifica di invito al pagamento non preclude l'iscrizione a ruolo del tributo non versato: Cassazione

Con Ordinanza 13 luglio 2015, n. 14535, la Corte di Cassazione ha precisato che le imposte non versate possono essere iscritte a ruolo anche qualora non sia stata inviata la notifica di invito al pagamento delle sanzioni fiscali.In particolare, la Corte di Cassazione ha chiarito che la notifica dell'invito al pagamento è una procedura che consiste nel dare al contribuente la possibilità di alleggerire le sanzioni derivanti dall'omesso pagamento del tributo, fermo restando l'obbligo di versamento integrale di tale tributo e dei relativi interessi maturati. Pertanto, il mancato invio della notifica dell'invito non preclude l'iscrizione a ruolo del tributo e degli interessi.

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Dipendente licenziato per esternalizzazione del servizio mensa

In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, la Corte di Cassazione ha statuito la piena legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente in caso di esternalizzazione del servizio mensa cui era adibito.Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 14807 del 15 luglio 2015, nel sottolineare che il licenziamento è giustificato dalla soppressione di tale servizio, ha chiarito che, ai fini del repechage, spetta al lavoratore provare la possibilità di essere adibito ad altre mansioni.

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Cassazione: licenziamento illegittimo se rifiutando il trasferimento si rinuncia a mansioni superiori

Con Sentenza n. 14829 del 15 luglio 2015, la Corte di Cassazione è intervenuta in merito all'illegittimità del licenziamento in caso di trasferimento della sede abituale della prestazione lavorativa.In particolare, la Suprema Corte ha sentenziato come illegittimo il licenziamento di una dipendente che, aveva sì rifiutato il trasferimento, ma si era resa disponibile a svolgere mansioni inferiori rispetto a quelle previste per il suo inquadramento, pur di mantenere la sede abituale di lavoro.

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