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Gruppi parlamentari e consiliari: precisazioni INPS

L'INPS, con il Messaggio n. 5865 del 23 settembre 2015, precisa che i gruppi parlamentari e consiliari non rientrano nel campo di applicazione del Decreto Legge n. 149/2013 e, quindi, non sono destinatari dell'estensione della disciplina della CIGS e dei contratti di solidarietà, disposta dall'art. 16 del predetto decreto legge.I gruppi parlamentari e consiliari non sono, quindi, tenuti al versamento della relativa contribuzione di finanziamento.Alla luce di quanto sopra le Sedi procederanno alla riclassificazione ai fini previdenziali delle matricole contributive accese dai gruppi parlamentari e consiliari, previa presentazione di apposita domanda degli interessati.

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Riforma fiscale, approvazione di cinque decreti delegati

In data 22 settembre 2015, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Mef, ha approvato cinque decreti legislativi di attuazione della delega per il riordino del sistema fiscale (Legge n. 23/2014). I decreti in oggetto riguardano:misure per la revisione della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario;misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di riscossione;misure per la revisione della disciplina dell'organizzazione delle agenzie fiscali;misure per la revisione del sistema sanzionatorio;stima e monitoraggio dell'evasione fiscale e monitoraggio e riordino delle disposizioni in materia di erosione fiscale.

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La ricezione di pagamenti in nero non determina la condanna per dichiarazione fraudolenta a carico dei componenti del Cda: Cassazione

Con Sentenza 22 settembre 2015, n. 38382, la Corte di Cassazione ha precisato che è da escludere la responsabilità penale per dichiarazione fraudolenta in capo ai componenti del Cda dell'azienda, motivando tale condanna solo sulla ricezione di pagamenti 'in nero'.I Giudici, infatti, hanno sottolineato che sono penalmente irrilevanti tutti i comportamenti pregressi alla presentazione della dichiarazione, compresa la ricezione di pagamenti 'in nero'.

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Doppia indennità per la sostituzione del collega con lo stesso turno

Secondo la Corte di Cassazione al lavoratore reperibile che sostituisce il collega col suo stesso turno va riconosciuta la doppia indennità di reperibilità, nonostante il datore di lavoro abbia eccepito l'inesistenza di disposizioni specifiche sulle sostituzioni.In particolare la Suprema Corte, con la Sentenza n. 18667 del 22 settembre 2015, ha chiarito che l'accollo di compiti altrui da parte del lavoratore nel giorno destinato al riposo e l'approvazione dei turni di lavoro da parte del datore comporta il diritto al trattamento economico aggiuntivo, che deve correlarsi all'entità del servizio reso dal lavoratore: se quest'ultimo svolge un doppio servizio, per sé e per conto di un collega, ha diritto a due indennità.

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Contabilità affidata a terzi - diverso calcolo dell'IVA ma non deroga dei termini: Sentenza

Con Sentenza 18 settembre 2015, n. 18368/15, la Corte di Cassazione ha stabilito che l'affidamento della contabilità a terzi comporta un diverso calcolo dell'IVA da versare ma non autorizza una deroga dei termini.In particolare i giudici stabiliscono che qualora il contribuente affidi a terzi la tenuta della contabilità, il calcolo dell'imposta da versare è basato sulle annotazioni relative al secondo mese precedente (non al mese precedente, come avviene ordinariamente) data la non immediata disponibilità della documentazione contabile affidata a terzi.

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Cartella muta valida se entro 60 giorni non viene impugnata dal contribuente: Cassazione

Con Sentenza 18 settembre 2015, n. 18448, la Corte di Cassazione ha precisato che la cartella di pagamento la cui sottoscrizione risulta illeggibile e dunque non attribuibile ad alcun funzionario responsabile del procedimento (c.d. 'cartella muta') diviene definitiva se il contribuente non la impugna entro 60 giorni.In particolare, i Giudici hanno chiarito che qualora l'avviso di accertamento sia privo degli 'elementi essenziali' di validità, il contribuente ha la possibilità di impugnare tale atto entro e non oltre i termini previsti dall'art. 21 D.Lgs. n. 546/1992. Qualora il contribuente non provveda a presentare ricorso entro i termini, 'il provvedimento tributario pure se affetto da nullità - si consolida, divenendo definitivo e legittimando l'Amministrazione finanziaria alla riscossione coattiva dell'imposta.'

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I voucher e i contributi per le mamme lavoratrici: chiarimenti dell'INPS

L'INPS, con il Messaggio n. 5805 del 18 settembre 2015, interviene nuovamente in materia di contributi e voucher previsti, a favore delle mamme lavoratrici, dall'articolo 4, comma 24, lettera b) della Legge n. 92/2012. Si tratta, in particolare, della possibilità di richiedere, al termine del congedo di maternità ed in alternativa al congedo parentale:voucher per l'acquisto di servizi di baby sitting, ovverocontributi per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati.In particolare, l'Istituto con il messaggio in oggetto interviene per fornire precisazioni riguardo al riproporzionamento del beneficio in caso di cessazione del rapporto o modificazione del rapporto lavorativo da tempo pieno a part-time e viceversa.

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Niente assoluzione per il titolare dell'impresa familiare che non ha redatto il Pos

In tema di infortuni sul lavoro, la Corte di Cassazione ha statuito che il titolare dell'impresa familiare che lavora sui cantieri non può essere assolto per il sinistro occorso ad un lavoratore, a nulla rilevando riguardo l'obbligo di redazione del piano operativo di sicurezza (Pos) il fatto che l'impresa non abbia lavoratori subordinati. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 38346 del 21 settembre 2015, ha annullato la sentenza di assoluzione del titolare, demandando al giudice del rinvio la verifica se l'eventuale redazione del Pos avrebbe potuto impedire l'infortunio. Viene precisato, altresì, che se la valutazione dei rischi connessi alla lavorazione compete al datore ciascun componente familiare deve dotarsi dei dispositivi di protezione individuale.

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Cassazione: demansionamento risarcibile anche oltre i 5 anni

Con la Sentenza n. 18431 del 18 settembre 2015, la Corte di Cassazione è intervenuta in merito al risarcimento del danno in materia di demansionamento ed in particolare sulla possibilità da parte del lavoratore di vantare la lesione dei propri diritti anche decorsi 5 dall'accaduto.A riguardo la Suprema Corte ha sentenziato che, anche se decorsi più di cinque anni dal demansionamento da 'capo distretto' a semplice venditore, non si configura lo stato di acquiescenza e accettazione da parte del lavoratore, che può quindi ancora vantare il risarcimento del danno subito.

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CIG in deroga: avviato il controllo sui limiti settimanali

L'INPS, con il Messaggio n. 5810 del 18 settembre 2015, comunica l'implementazione della procedura 'Sistema Unico' di gestione dei provvedimenti di concessione della CIG in deroga. In particolare, la procedura rileva il superamento teorico del limite di durata massima del trattamento di cassa integrazione in deroga, che si ricorda è pari a 11 mesi per il 2014 e 5 mesi per il 2015.Il controllo viene effettuato sulle settimane: a tal fine 11 mesi corrispondono a 48 settimane e 5 mesi corrispondono a 22 settimane. In caso di superamento dei predetti limiti la procedura può generare un blocco delle autorizzazioni.

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