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Trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute: Provvedimento

Con Provvedimento 28 ottobre 2016 l'Agenzia delle Entrate ha definito le regole per la trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute come previsto dall'art. 1, commi 2 e 3, D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127.In particolare, è stato precisato che l'opzione per la trasmissione telematica di dati delle fatture all'Agenzia viene esercitata:esclusivamente in via telematica attraverso le funzionalità messe a disposizione sul sito dell'Agenzia delle Entrate, dal soggetto passivo IVA ovvero da un suo delegato, previa autenticazione con le credenziali dei servizi telematici;entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello di inizio della trasmissione dei dati. A partire dall'inizio della trasmissione, l'opzione dura per i successivi quattro anni e, in assenza di revoca, viene estesa di quinquennio in quinquennio.

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Produzione di energia fotovoltaica da parte di imprenditori agricoli, Risoluzione

Con Risoluzione 27 ottobre 2016, n. 98, l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla società agricola produttrice di energia fotovoltaica e all'esercizio dell'opzione per la tassazione su base catastale. In particolare, il documento di prassi ha chiarito che:la produzione di energia fotovoltaica da parte di imprenditori agricoli è considerata attività agricola connessa ai sensi dell'art. 2135 del codice civile in quanto svolta utilizzando il fondo;la società che svolge l'attività agricola connessa può esercitare l'opzione per la tassazione dei redditi derivanti dall'attività agricola su base catastale ai sensi del comma 1093, art. 1, Legge n. 296/2006:Per quanto riguarda la tassazione la società che ha optato per l'applicazione del comma 1093 avrà la seguente situazione:fino a 260.000 Kwh annui rileva il reddito agrario (tassazione catastale ai sensi del comma 1093);oltre 260.000 Kwh annui:anche se la società ha optato per il comma 1093.

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Domande CIGO off-line tramite file .xml: obbligatorio il ticket

L'INPS, con il Messaggio n. 4315 del 27 ottobre 2016, rende noto che è stata rilasciata la procedura con la quale le aziende possono effettuare l'associazione del ticket e dell'unità produttiva alle domande Cigo off-line tramite file .xml già trasmesse. L'INPS informa che per un primo periodo transitorio le domande inviate tramite flusso .xml potranno essere integrate con le nuove informazioni richieste entro 7 giorni dalla data di invio. A partire dal 20 novembre 2016 tutte le domande telematiche CIGO inviate con flusso .xml dovranno essere integrate con le nuove modalità.

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Efficacia retroattiva del collegato lavoro: applicabilità dell'indennità a forfait

Secondo la Corte di Cassazione va riaperta la causa sulla questione del risarcimento dopo la conversione del contratto a termine in rapporto a tempo indeterminato, nonostante il c.d. collegato lavoro (Legge n. 183/2010) che prevede l'indennità a forfait sia entrato in vigore in epoca successiva alla sentenza d'appello e prima della richiesta di notifica del ricorso per cassazione. Con la Sentenza n. 21691 del 27 ottobre 2016, in merito alla richiesta dell'azienda di applicazione della norma che limita il ristoro spettante al lavoratore ad una somma compresa fra 2,5 e 12 mensilità, viene precisato che il collegato lavoro ha portata retroattiva, dal momento che l'indennità omnicomprensiva in caso di conversione del rapporto a tempo indeterminato trova applicazione rispetto 'a tutti i giudizi, compresi quelli pendenti alla data di entrata in vigore'. A riguardo sono da ritenersi pendenti anche i giudizi nei quali è stato proposto appello contro la parte principale della decisione di primo grado, dalla quale dipende la parte concernente il risarcimento del danno.

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Voucher per baby sitter o servizi per l'infanzia anche alle mamme lavoratrici autonome o imprenditrici

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 252 del 27 ottobre 2016 il Decreto 1° settembre 2016 con il quale il Ministero del Lavoro estende l'erogazione dei voucher per l'acquisto dei servizi di baby-sitting o per far fronte agli oneri dei servizi per l'infanzia, alle madri lavoratrici autonome o imprenditrici, comprese le coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane ed esercenti attività commerciali, imprenditrici agricole a titolo principale, nonché le pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne.Il beneficio consiste in un contributo pari ad un importo massimo di 600 euro mensili, per un periodo non superiore a tre mesi.Le domande devono essere presentate entro il prossimo 31 dicembre.

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Distacco transnazionale: istituito il modello UNI_Distacco_UE per la comunicazione preventiva

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 252 del 27 ottobre 2016 il Decreto 10 agosto 2016, con il quale il Ministero del Lavoro istituisce il modello UNI_Distacco_UE con cui il prestatore di servizi (impresa stabilita in un altro Stato membro o in uno Stato terzo ovvero un'agenzia di somministrazione di lavoro stabilita in un altro Stato membro che distaccano lavoratori in Italia) assolve agli obblighi di comunicazione preventiva in materia di distacco transnazionale, disciplinati dall'art. 10 del D.Lgs n. 136/2016.Preme ricordare, a riguardo, che l'impresa che distacca lavoratori in Italia ha l'obbligo di comunicare il distacco al Ministero del Lavoro entro le ore 24 del giorno antecedente l'inizio del distacco e di comunicare tutte le successive modificazioni entro 5 giorni.

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Lettere ai contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi 2015: Comunicato

Con Comunicato Stampa 26 ottobre 2016, l'Agenzia delle Entrate ha reso noto che sta inviando 156mila lettere ai contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi relativi al periodo d'imposta 2015, pur essendo tenuti a farlo. In particolare, i destinatari di tali avvisi bonari sono tenuti a verificare la loro posizione e, nel caso in cui sussistano effettivamente le anomalie segnalate dall'Amministrazione Finanziaria, presentare, entro il 29 dicembre 2016 (90 giorni dalla scadenza ordinaria di presentazione della dichiarazione – 30 settembre 2016), il Mod. UNICO PF. Così facendo si evitano ulteriori controlli e si può beneficiare, tramite l'istituto del ravvedimento operoso, della riduzione delle sanzioni per tardiva presentazione della dichiarazione.

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Le critiche costruttive al datore di lavoro non legittimano il licenziamento

La lettera inviata alla direzione dell'azienda nella quale il lavoratore esprime le sue critiche circa la gestione dell'azienda, sollecitando al contempo un intervento migliorativo dell'organizzazione interna, anche e soprattutto al fine di evitare possibili contrasti, non legittima l'impresa a procedere al licenziamento per giusta causa del lavoratore.Questo l'orientamento espresso dalla Corte di Cassazione, che nella Sentenza n. 21649 del 26 ottobre 2016 ha respinto il ricorso dell'azienda, affermando che per i contenuti e la forma espressa nella lettera il lavoratore non ha 'travalicato i limiti di continenza sostanziale e formale', esercitando tra l'altro 'il proprio diritto di critica nei confronti del comportamento tenuto dal proprio superiore'. Questo, unito al fatto che il lavoratore non ha solo avanzato delle critiche, ma ha anche sollecitato 'l'attivazione del potere gerarchico ed organizzativo del datore di lavoro, ai sensi degli artt. 2086 e 2104 c.c., in funzione di una migliore coesistenza delle diverse realtà operanti all'interno dei luoghi di lavoro', esclude che la lettera possa essere in sé giusta causa di licenziamento, in quanto prova di fedeltà del lavoratore verso l'azienda.

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Telecamere installate ma non usate per spiare il dipendente: il datore commette ugualmente reato

Con la Sentenza n. 45198 pubblicata il 26 ottobre 2016 la Corte di Cassazione è intervenuta in merito al configurarsi di reato nell'ipotesi in cui il datore di lavoro, senza preventiva autorizzazione di sindacati o DTL, installi telecamere sul luogo della prestazione di lavoro dei dipendente ancorché non le utilizzi.Nello specifico la Suprema Corte ha stabilito che, anche se le apparecchiature video non sono accese, si tratta in ogni caso di reato di pericolo che si configura comunque anche alla sola ipotesi di lesione della privacy del dipendente.

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Licenziato il dipendente per mancata adesione all'invito di ripresa del servizio

In materia di licenziamento individuale, la Corte di Cassazione, a conferma della sentenza di appello, ha statuito la piena legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente che non aderisce all'invito di riprendere il servizio dopo l'ordine da parte del giudice di reintegrazione.La Suprema Corte, con la Sentenza n. 21640 del 26 ottobre 2016, ha chiarito che in tale ipotesi non va corrisposta l'indennità sostitutiva di reintegrazione e non rileva il fatto che il lavoratore non abbia potuto riprendere servizio, in quanto 'costretto' a sottoporsi ad una visita medica presso una struttura sanitaria scelta dal datore.

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