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No al demansionamento in caso di soppressione delle mansioni svolte

Secondo la Corte di Cassazione è da considerarsi illegittimo il demansionamento del lavoratore, precedente all'attuazione del Jobs Act, anche nell'ipotesi di soppressione delle mansioni dallo stesso precedentemente svolte, fatta salva l'esistenza di un accordo preventivo concernente l'alternativa tra licenziamento e abbassamento di livello. La Suprema Corte, con la Sentenza n. 3485 del 23 febbraio 2016, ha precisato che l'art. 2103 c.c., nella versione applicabile al caso in esame ed antecedente alle modifiche introdotte dal Jobs Act, stabiliva la nullità di ogni patto contrario rispetto al divieto inderogabile di assegnazione del lavoratore a mansioni inferiori, a differenza delle previsioni introdotte dal D.Lgs n. 81/2015 che ammettono mutamenti in peius sia al potere unilaterale dell'imprenditore, anche abilitato dalla contrattazione collettiva, sia ad accordi individuali in sede protetta.

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Approvata nuova cartella di pagamento più chiara e fruibile, Provvedimento

Con Provvedimento 19 febbraio 2016 l'Agenzia delle Entrate ha approvato il nuovo modello di cartella di pagamento e i fogli avvertenze relativi ai ruoli (art. 25, D.P.R. n. 602/1973).In particolare, le principali novità riguardano:l'istituzione di un'unica sezione 'Dove e come pagare' per tutte le informazioni relative alle molteplici modalità di pagamento precedentemente illustrate in due sezioni distinte;la ridenominazione della sezione 'Presentazione del reclamo-mediazione e del ricorso' in 'Presentazione del ricorso' e l'eliminazione di ogni riferimento alla precedente disciplina che imponeva al contribuente di presentare, in via preliminare un'istanza di reclamo-mediazione; ora invece per le controversie di valore non superiore a ventimila euro, la presentazione del ricorso giurisdizionale produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione con rideterminazione dell'ammontare; l'adeguamento del limite di valore della controversia ai fini della costituzione in giudizio senza l'assistenza tecnica di un difensore, innalzato da 2.582,28 euro a 3.000,00 euro;l'adozione del nuovo modello: è obbligatoria per le cartelle di pagamento relative ai ruoli consegnati agli agenti della riscossione a decorrere dal 1°gennaio 2016.

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Conversione del contratto di opera professionale in lavoro subordinato

La Corte di Cassazione ha statuito che il contratto di opera professionale va convertito in un rapporto di lavoro subordinato, nel caso in cui l'attività sia compiuta sotto la vigilanza del datore di lavoro e su una postazione fissa. Con la Sentenza n. 3303 del 19 febbraio 2016, la Suprema Corte ha ribadito l'irrilevanza del nomen iuris utilizzato dalle parti, in quanto assumono prevalente rilievo i dati fattuali concernenti le caratteristiche e le modalità delle prestazioni, visto che la tutela relativa al lavoro subordinato non può essere elusa mediante una configurazione pattizia non rispondente alle reali modalità di esecuzione del rapporto.

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Mobbing: datore condannato al risarcimento anche se le prove emergono da altra causa

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 3425 emanata il 22 febbraio 2016, ha statuito il risarcimento al lavoratore per l'azione di mobbing messa in atto quotidianamente dal datore di lavoro, anche se le prove di tale azione emergono in altra causa non ancora passata in giudicato.I giudici della Corte Suprema hanno infatti precisato che le prove acquisite in una causa diversa da quella in discussione possono ben essere utilizzate dal giudice per formare il suo parere. Nel caso in specie, il fatto che il datore di lavoro cercasse di far mancare i mezzi al lavoratore per svolgere adeguatamente il proprio lavoro, nonché gli nascondesse direttive e comunicazioni per indurlo all'errore, ha comportato al riconoscimento di un'azione di mobbing vero e proprio nei confronti del dipendente, che ha pertanto diritto al risarcimento del danno.

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Indice TFR del mese di gennaio 2016

L'Istituto centrale di statistica ha reso noto che l'indice dei prezzi al consumo per il mese di gennaio 2016 è pari a 99,7 punti.L'incidenza percentuale della differenza rispetto all'indice in vigore al 31 dicembre 2015 è pari a 0; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell'1,5% annuo, per cui si avrà un indice di rivalutazione del TFR pari a 0,125%.

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Niente sanzioni per la mancata presenza al lavoro nei giorni dedicati al culto

La Corte di Cassazione ha statuito l'illegittimità dei provvedimenti disciplinari nei confronti del dipendente che si assenta dal lavoro in coincidenza del proprio turno domenicale per andare a messa, in ragione di un'iniziativa sindacale che prevede la possibilità di richiedere di non lavorare la domenica, recuperando l'assenza con la presenza al lavoro nei giorni di riposo. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 3416 del 22 febbraio 2016, ha sottolineato che, in virtù del diritto di astensione dal lavoro il giorno di domenica destinato alle pratiche religiose e dell'atteggiamento collaborativo del dipendente, recatosi al lavoro nei giorni di riposo, le sanzioni irrogate (mancata retribuzione per un giorno e sospensione) risultano sproporzionate.

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Agevolazioni prima casa: scomodità non equivale a inidoneità abitativa, Sentenza

Con Sentenza 5 febbraio 2016, n. 2278, la Corte di Cassazione ha stabilito che il contribuente che possiede due immobili nello stesso comune non ha diritto alle agevolazioni sulla prima casa nonostante l'altra abitazione non sia adatta a soddisfare le esigenze abitative della famiglia (ad es. una sola stanza per più figli).I giudici hanno affermato che per beneficiare delle agevolazioni fiscali per l'acquisto della prima casa (art. 1, comma 2, D.L. n. 16/1993), l'acquirente non deve possedere altro fabbricato idoneo ad abitazione oppure può possedere un altro alloggio ma concretamente inidoneo a sopperire i bisogni abitativi della famiglia. Quindi, nel caso in cui il contribuente possieda due immobili, i benefici fiscali possono essere conservati solo se egli riesce a dimostrare che uno dei due immobili è inidoneo ai fini abitativi (ad es. è inagibile).

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Diritto al risarcimento del danno biologico per il lavoratore deceduto per tumore

Secondo la Corte di Cassazione la corresponsione da parte dell'INAIL dell'indennità per il danno biologico sofferto dal lavoratore, morto in seguito ad una neoplasia causata da inalazione di fibre di amianto, non esclude la corresponsione del maggior pregiudizio patito in concreto, da riconoscersi agli eredi che presentano idonea documentazione. In particolare la Suprema Corte, con la Sentenza n. 3074 del 17 febbraio 2016, ha chiarito che, pur essendo prevista l'estensione della copertura assicurativa obbligatoria gestita dall'INAIL anche al danno biologico, le somme eventualmente corrisposte dall'Istituto non esauriscono il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale in capo all'assicurato.

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Niente licenziamento per superamento del comporto per intervento dei benefici della Legge 104

In tema di licenziamento, la Corte di Cassazione ha statuito illegittimità del provvedimento espulsivo per superamento del periodo di comporto nei confronti del lavoratore che, al termine dell'aspettativa non retribuita, usufruisce dei benefici della Legge n. 104/92 e non si presenta in azienda. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 3065 del 17 febbraio 2016, ha precisato che la fruizione dei permessi dovuti alla disabilità non presuppone un previo rientro in servizio dopo un periodo di assenza per malattia o aspettativa, ma esclusivamente l'attualità del rapporto lavorativo.

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Prospetto informativo disabili: invio telematico entro il 15 maggio 2016

Il Ministero del Lavoro, con Nota n. 970 del 17 febbraio 2016, rende noto di aver aggiornato gli standard del Sistema Informatico del Prospetto informativo e comunica che la scadenza per l'invio telematico del prospetto informativo è prorogata al 15 maggio 2016.

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