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No al licenziamento per l'utilizzo improprio della 'tessera fedeltà' aziendale

In tema di licenziamento per giusta causa, la Corte di Cassazione ha statuito l'illegittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente che ha utilizzato impropriamente la 'tessera fedeltà' aziendale, dal momento che la contestazione è stata effettuata a distanza di parecchi mesi dai fatti contestati ed il rapporto fiduciario tra le parti non risulta irrimediabilmente compromesso.La Suprema Corte, con la Sentenza n. 9680 dell'11 maggio 2016, ha precisato che, in presenza di una mancanza del lavoratore di lieve entità, la non immediatezza dell'intimazione del licenziamento può ragionevolmente indurre a ritenere che il datore abbia soprasseduto al licenziamento, considerando non grave o comunque non meritevole della massima sanzione il comportamento del lavoratore.

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Insubordinazione: legittimo il licenziamento anche per le frasi ingiuriose

Lo screditamento del superiore, soprattutto se compiuto davanti agli altri colleghi, legittima il licenziamento per giusta causa, indipendentemente dal rifiuto o meno di svolgere le mansioni assegnate.Questo il verdetto emerso dalla Sentenza n. 9635 dell'11 maggio 2016, con la quale la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'impresa contro la decisione del giudice di secondo grado, confermando il licenziamento del lavoratore: l'insubordinazione non si traduce solamente nel rifiuto di svolgere le mansioni assegnate, ma può ben riscontrarsi anche in comportamenti dal lavoratore tali da screditare l'autorità del superiore, attraverso frasi ingiuriose o altre azioni similari.

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Niente IRAP se unico dipendente con mansioni generiche: Sentenza

Con Sentenza n. 9541/2016, le Sezioni Unite della Cassazione hanno fornito delle precisazioni sul concetto di autonoma organizzazione ai fini dell'IRAP.In particolare, i giudici hanno chiarito che il professionista che, nello svolgimento della propria attività professionale, si avvale:di un solo lavoratore dipendente con mansioni di segreteria, generiche o meramente esecutive;e di beni strumentali minimi;non è obbligato a pagare l'IRAP.In presenza delle condizioni sopraindicate, infatti, non vi è autonoma organizzazione.

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Estromissione dei beni dall'impresa individuale: Documento ODEC

La Legge di Stabilità 2016, articolo 1, comma 121, ha reintrodotto la possibilità, per l'imprenditore individuale, di escludere dal patrimonio d'impresa gli immobili strumentali, posseduti alla data del 31 ottobre 2015, con effetto dal 2016.Recentemente, l'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano (ODEC) ha diramato il Documento n. 1, con il quale vengono analizzati i principali aspetti da considerare per procedere, entro il 31 maggio 2016, all'estromissione dei beni dall'impresa individuale.In particolare, il Documento in esame tratta i seguenti argomenti:soggetti interessati all'agevolazione;immobili oggetto dell'agevolazione;adempimenti;imposta sostitutiva sulle plusvalenze;regime IVA.

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Dimissioni volontarie: al via il cruscotto per gli ispettori

Il Ministero del Lavoro, con la Nota n. 2785 del 10 maggio 2016, rende noto che dall'11 maggio 2016 sono disponibili delle nuove funzionalità nel Sistema delle Dimissioni Volontarie.In particolare, a partire dalla suddetta data, gli ispettori del lavoro accreditati potranno visualizzare le comunicazioni telematiche inviate tramite il Sistema delle Dimissioni Volontarie al fine di incrociare tale informazione con le cessazioni telematiche inviate dal datore di lavoro entro 5 giorni dalla conclusione del rapporto di lavoro.

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TFR versato al Fondo Tesoreria INPS: obbligatorio, da giugno 2016, il CA 1R

L'INPS, con il Messaggio n. 2078 del 10 maggio 2016 comunica che, a decorrere dal mese di competenza giugno 2016, non sarà più possibile trasmettere denunce UniEmens con presenza di versamenti del TFR al Fondo di Tesoreria in assenza del CA 1R.A tale riguardo, l'Istituto ricorda che il codice autorizzazione in esame è assegnatoalle aziende con almeno 50 addetti, nonchéalle aziende che, pur non soddisfando il limite dimensionale sopra indicato, acquisiscono lavoratori, a seguito di trasferimento d'azienda ai sensi dell'art. 2112 c.c., per i quali il precedente datore di lavoro era tenuto al versamento del TFR al Fondo Tesoreria.Laddove le aziende sopra indicate siano sprovviste del CA 1R, dovranno richiederne l'attribuzione alla Sede INPS competente, con decorrenza dall'insorgenza dei relativi obblighi.

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Fondi di Garanzia: l'INPS riepiloga i documenti da presentare

L'INPS riepiloga, nel Messaggio n. 2084 dell'11 maggio 2016, quali sono i documenti che devono essere allegati alle domande di prestazioni a carico del Fondo di garanzia TFR e crediti di lavoro e del Fondo di garanzia posizione previdenziale complementare.L'Istituto informa che il servizio 'Domanda Fondo di Garanzia', disponibile nella sezione Servizi Online del sito www.inps.it, è stato implementato con una funzione che permette di allegare la documentazione richiesta a corredo della domanda.

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No all'indennità di maternità al padre professionista in alternativa alla madre biologica

Secondo la Corte di Cassazione è pienamente legittimo il diniego alla fruizione dell'indennità di maternità, al posto della madre biologica, da parte del padre naturale libero professionista. In particolare la Suprema Corte, con la Sentenza n. 9631 dell'11 maggio 2016, ha sottolineato che la misura previdenziale è stata prevista a protezione della donna ed è riconosciuta al padre libero professionista soltanto in caso di morte o di grave infermità della madre o di abbandono, o nell'ipotesi in cui gli sia affidato il piccolo in via esclusiva, ai sensi dell'art. 70 del D.Lgs n. 151/2001 sull'indennità di maternità per le libero professioniste.

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Niente rapporto a tempo indeterminato se viene violato il principio del 'mutatio libelli': nel rito del lavoro non si possono invocare motivi diversi da quello iniziale a fondamento della controversia

Il collaboratore non può prima chiedere al giudice il riconoscimento della subordinazione e poi, a causa in corso, cambiare strategia e affermare l'inesistenza del progetto sul quale avrebbe dovuto basarsi la collaborazione: per il principio del 'mutatio libelli', il ricorrente non può introdurre nuovi temi nel corso del procedimento, e il giudice compie violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato se conclude per il riconoscimento della subordinazione.La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 9471 del 10 maggio 2016, ha accolto il ricorso avanzato dal datore di lavoro, in quanto i due fatti contestati rispondono a norme diverse (rispettivamente ai commi 1 e 2 dell'articolo 69 del D.Lgs n. 276/2003), che tra l'altro prevedono diverse responsabilità in termini di onere della prova: la sussistenza della subordinazione, infatti, va provata dal lavoratore. Contrario ai principi di forma, dunque, l'operato del lavoratore: l'introduzione di 'nuovi temi d'indagine e di decisione altera l'oggetto sostanziale e i termini della controversia', il che risulta inammissibile nel rito del lavoro.

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Sgravio contributivo per i contratti di solidarietà: istruzioni INPS per il conguaglio

L'INPS, con la Circolare n. 77 del 10 maggio 2016, interviene in merito allo sgravio contributivo per i contratti di solidarietà stipulati ai sensi dell'articolo 1 del DL n. 726/1984, convertito in Legge n. 863/1984. In particolare, l'Istituto previdenziale fornisce indicazioni operative per il recupero a valere sulle risorse residue relative all'anno 2014 e su quelle stanziate per l'anno 2015.

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