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CIGO: definiti i criteri per la concessione

Il Ministero del Lavoro, comunica sul proprio sito istituzionale che è in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il Decreto n. 95442 del 15 aprile 2016, con il quale sono stati definiti i criteri per l'approvazione dei programmi di cassa integrazione guadagni ordinaria.Ai fini della concessione della CIGO l'azienda è tenuta a presentare una relazione tecnica dettagliata resa, sotto forma di dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, contenente le ragioni che hanno determinato la sospensione o riduzione dell'attività lavorativa e che dimostri, sulla base di elementi oggettivi, la possibilità di ripresa dell'attività.

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Valutazione rischi da agenti chimici: corretto il riferimento al manuale INAIL

La Commissione per gli interpelli sulla sicurezza sul lavoro, nell'Interpello n. 9 del 12 maggio 2016, in merito alla valutazione dei rischi da agenti chimici presenti sul luogo di lavoro ha chiarito che un valido riferimento a sostegno della valutazione di tale tipologia di rischi è il manuale operativo 'il rischio chimico per i lavoratori nei siti contaminati' redatto dall'INAIL nel 2014.

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Non licenziabile per ritardo se il recupero è tollerato dal datore

Con la Sentenza n. 10003 del 16 maggio 2016 la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione è intervenuta in merito al licenziamento per mancato rispetto degli orari d'ingresso in azienda.Nello specifico la Suprema Corte ha sentenziato che non può essere causa di licenziamento il perpetrarsi di ritardi nell'inizio della prestazione lavorativa, laddove l'azienda consenta il recupero del tempo non lavorato, tanto che tale concessione diventi prassi aziendale.

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Esonero contributivo biennale: applicabilità ai giornalisti

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 113 del 16 maggio 2016 il Comunicato con il quale il Ministero del Lavoro informa di aver approvato, di concerto con il MEF, la Delibera INPGI n. 4 del 29 gennaio 2016, relativa all'applicazione dell'esonero contributivo biennale previsto dalla Legge di Stabilità 2016.

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Concorso nel reato per il commercialista che suggerisce fatture false: Sentenza

Con Sentenza 28 aprile 2016, n. 17418, la Corte di Cassazione afferma il principio per cui il professionista che suggerisce ai propri clienti di utilizzare fatture false per abbattere il carico fiscale risponde di concorso nel reato.In particolare, i giudici specificano che vi è concorso nel reato di frode fiscale per coloro che, pur essendo estranei alla società emittente le fatture relative ad operazioni inesistenti, abbiano in qualche modo partecipato a creare il meccanismo fraudolento che ha consentito un risparmio d'imposta.

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Sicurezza lavoro: come il committente si assicura della formazione dei lavoratori dell'affidatario

Con l'Interpello n. 7 del 12 maggio 2016 il Ministero del Lavoro è intervenuto in merito alla formazione dei lavoratori in ambito di sicurezza sul lavoro ed in particolare su come il committente o responsabile dei lavori possano assolvere al proprio obbligo di assicurarsi che l'impresa affidataria abbia correttamente formato i propri lavoratori (ex D.Lgs n. 81/2008, articolo 100, comma 6-bis).A tale riguardo il Ministero ha precisato che: 'il committente o il responsabile dei lavori, acquisendo attraverso la verifica dell'idoneità tecnico professionale delle imprese (…) 'il nominativo del soggetto o i nominativi dei soggetti della propria impresa, con le specifiche mansioni, incaricati per l'assolvimento dei compiti di cui all'articolo 97', dovrà verificarne l'avvenuta specifica formazione con le modalità che riterrà più opportune, anche attraverso la richiesta di eventuali attestati di formazione o mediante autocertificazione del datore di lavoro dell'impresa affidataria.'

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Requisiti dimensionali: quando la prova del datore non è ammessa

In materia di attestazione dei requisiti dimensionali, la Corte di Cassazione ha chiarito che deve considerarsi non ammissibile l'allegazione delle visure camerali e delle attestazioni INPS al fine di certificare il requisito dimensionale, in una fase successiva alla costituzione nel primo grado di giudizio.Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 10016 del 16 maggio 2016, ha precisato che l'ammissione di nuovi documenti è condizionata al fatto che gli stessi abbiano una particolare efficacia dimostrativa e siano ritenuti indispensabili per la decisione della controversia da parte del Giudice, cosa che non è ravvisabile nelle visure camerali e nelle attestazioni INPS, in quanto contenenti informazioni basate su dati comunicati dal datore di lavoro.

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Licenziamento del quadro aziendale per inosservanza dell'orario di servizio

In tema di licenziamento per giusta causa, la Corte di Cassazione ha statuito la piena legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente, a causa delle reiterate inosservanze dell'orario di servizio, in quanto è da ritenersi non contestata la circostanza che il contratto collettivo prevede per la categoria quadri una tabella di servizio di trentotto ore settimanali. In particolare la Suprema Corte, con la Sentenza n. 10051 del 17 maggio 2016, ha chiarito che il recesso datoriale risulta giustificato, vista l'insussistenza di un accordo che esoneri il lavoratore dall'orario di lavoro contrattualmente stabilito, a nulla rilevando il fatto che il cedolino paga non indica il numero di ore di servizio previste dal contratto.

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Non sempre subordinazione in presenza di specifiche mansioni e rispetto delle direttive datoriali

Con la Sentenza n. 10004 del 16 maggio 2016 la Corte di Cassazione è intervenuta in merito alla sussistenza del rapporto di subordinazione di un collaboratore soggetto a fasce orarie prestabilite e alle direttive datoriali.Nel caso specifico la Sezione Lavoro della Suprema Corte ha stabilito che non sono sufficienti gli orari prestabiliti della prestazione e l'assoggettamento alle direttive del datore per il configurarsi della subordinazione del rapporto di lavoro.

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Testo unico sulla sicurezza sul lavoro: applicabilità agli studi professionali infermieristici

La Commissione per gli interpelli in materia di sicurezza sul lavoro, in risposta all'Interpello n. 5 del 12 maggio 2016 avanzato dalla Federazione Nazionale dei Collegi degli Infermieri Professionali, Assistenti Sanitari e Vigilatrici d'Infanzia, ha fornito chiarimenti in merito all'applicabilità del TU sicurezza (D.Lgs n. 81/2008) agli studi associati degli infermieri.In particolare, la Commissione ministeriale ha precisato che gli infermieri associati devono essere considerati'lavoratori', qualora svolgano la propria attività professionale 'nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato', oppure prestino la propria attività per conto di una società, un'associazione o un ente in qualità di soci lavoratori fermo restando il rispetto della normativa giuslavoristica;assoggettati alla disciplina dell'articolo 21 del D.Lgs n. 81/2008 (Disposizioni relative ai componenti dell'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del codice civile e ai lavoratori autonomi), qualora gli stessi prestino la propria attività in autonomia e 'senza vincolo di subordinazione' nei confronti del committente o dell'associazione.

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