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Congedo parentale e termini di preavviso: il parere del Ministero del Lavoro

La Direzione Generale dell'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro, in risposta all'Interpello n. 13 dell'11 aprile 2016, fornisce chiarimenti in merito alla corretta interpretazione della disciplina sui congedi parentali ex art. 32 del D.Lgs n. 151/2001 come da ultimo modificato dal D.Lgs n. 80/2015, nella parte in cui il preavviso minimo ai fini della fruizione del predetto congedo è stato ridotto da 15 a 5 giorni.In particolare viene chiesto se:le previsioni contrattuali facenti riferimento alla previgente disciplina e che quindi prevedono un preavviso minimo di 15 giorni possono comunque ritenersi operative;sia possibile per il datore di lavoro disporre una diversa collocazione del congedo in ragione di comprovate esigenze di funzionalità organizzativa.Per quanto concerne il primo quesito il Ministero del Lavoro chiarisce che sono da ritenere operative le clausole della contrattazione collettiva già vigenti alla data di entrata in vigore del D.Lgs n. 80/2015. In ordine al secondo quesito il Ministero, pur ribadendo che la fruizione del congedo parentale è qualificata dalla giurisprudenza quale diritto potestativo, ricorda la possibilità di disciplinarne l'utilizzo, al pari dei permessi ex Lege n. 104/1992, tramite 'accordi da prendere a cadenza mensile con i richiedenti o con le loro rappresentanze aziendali, volti a contemperare la necessità di buon andamento dell'attività imprenditoriale con il diritto alla cura della famiglia'.

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Spesometro: differimento al 20 aprile per i soggetti mensili

L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato il Provvedimento 11 aprile 2016 che dispone il differimento al 20 aprile 2016 del termine di invio della comunicazione telematica dei dati rilevanti ai fini IVA, riguardanti l'anno 2015.In questo modo i contribuenti con liquidazione mensile si allineano alla scadenza dei contribuenti trimestrali.Tale proroga trova applicazione solo con riferimento alla comunicazione dei dati relativi al 2015: non si tratta quindi di una proroga a regime.

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Attività di ricerca e contratti a tempo determinato

Il Ministero del Lavoro, in risposta all'istanza di Interpello n. 12 dell'11 aprile 2016 avanzata da ARIS (Associazione religiosa Istituti socio sanitari), ha fornito chiarimenti in merito ai contratti di lavoro a tempo determinato aventi ad oggetto lo svolgimento di attività di ricerca (art. 23 del D.Lgs n. 81/2015).In particolare, Il Ministero precisa che:la previsione normativa, per cui i contratti a termini riguardanti in via esclusiva attività di ricerca scientifica possono avere durata pari a quella del progetto a cui si riferiscono, non è estendibile ai contratti relativi ad attività operative collegate al progetto;le eventuali proroghe di un contratto a tempo determinato per attività di ricerca vanno effettuate entro il termine di 36 mesi, fatto salvo che l'ultima proroga potrà determinare una durata complessiva superiore ai 36 mesi, dal momento che è rapportata alla durata del progetto.

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Contratti di solidarietà difensivi: trasformazione part time in full time e viceversa

La Direzione Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro, con l'Interpello n. 14 dell'11 aprile 2016, risponde al quesito se, in costanza di contratto di solidarietà difensivo di cui all'art. 21, comma 5 del D.Lgs n. 148/2015, sia possibile la trasformazione di contratti di lavoro part time in contratti di lavoro full time e viceversa.Al riguardo il Ministero chiarisce che ciò è possibile, qualora tali trasformazioni non determinino alcuna variazione nelle percentuali di riduzione media oraria pattuite nell'accordo. In caso contrario si rende necessaria la stipula di un ulteriore accordo collettivo aziendale.

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Spesometro 2016: proroga fino al 20 aprile 2016 per l'invio dei dati relativi al 2015

Con Comunicato Stampa 8 aprile 2016 l'Agenzia delle Entrate ha reso noto che sono considerati validi gli invii dei dati delle operazioni rilevanti ai fini IVA relativi al 2015, da parte degli operatori che effettuano la liquidazione mensile IVA, effettuati entro il prossimo 20 aprile 2016.In particolare, il Comunicato spiega che l'Agenzia, con un provvedimento in corso di pubblicazione, va incontro alle difficoltà tecniche rappresentate dai soggetti interessati da questo adempimento, la cui scadenza ordinaria è prevista per oggi 11 aprile (il 10 è domenica).

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L'Agenzia mette nero su bianco numerosi chiarimenti interpretativi: Circolare

Con Circolare 8 aprile 2016, n. 12, l'Agenzia delle Entrate, ha fornito chiarimenti interpretativi in riferimento ai quesiti posti in occasione di eventi in videoconferenza organizzati dalla stampa specializzata.In particolare, tra gli argomenti trattati nel documento di prassi si segnalano i seguenti:dichiarazione precompilata e Certificazione Unica;agevolazioni per la piccola proprietà contadina;agevolazione 'prima casa';cedolare secca;consolidato;riforma del contenzioso e della riscossione;regime per i contribuenti minimi;detrazioni IRPEF;bonus mobili e ristrutturazioni edilizie;leasing abitativo;maxiammortamenti;nuovo regime sanzionatorio e applicazione al 'favor rei';nuova disciplina del Patent box.

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Validità dell'accertamento sull'omissione delle ritenute fiscali anche senza allegazione del verbale INPS

La Corte di Cassazione, in accoglimento del ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ha statuito la piena validità dell'accertamento sul recupero delle ritenute fiscali omesse dal datore di lavoro nei confronti dei dipendenti, anche se non viene allegato il verbale di ispezione INPS.Con la Sentenza n. 6871 dell'8 aprile 2016 è stato chiarito che, ai sensi delle disposizioni normative (art. 36 del DPR n. 600/1973), gli organi pubblici che compiono attività ispettiva o di vigilanza che, nello svolgimento delle loro funzioni, vengono a conoscenza di fatti che possono costituire eventuali violazioni tributarie, devono comunicarli alla Guardia di Finanza, a propria volta incaricata di trasmettere gli elementi utili per la verifica tributaria all'Ufficio impositore competente. La sussistenza di un obbligo a carico degli organi pubblici ispettivi, quali l'INPS, circa la trasmissione degli atti contenenti notizie fiscalmente rilevanti presuppone la piena utilizzabilità della documentazione trasmessa, in quanto all'ente impositore è consentito l'utilizzo non solo dei propri verbali di accertamento ma anche di altri atti e documenti in suo possesso.

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Esclusione retroattiva per la punibilità dell'evasione contributiva

Con la Sentenza n. 14487 dell'8 aprile 2016 la Corte di Cassazione è intervenuta in merito alla punibilità dell'evasione contributiva sotto la soglia dei 10.000,00 euro, alla luce di quanto disciplinato in materia dal D.Lgs n. 8/2016.In particolare la Suprema Corte ha sentenziato che la disciplina del citato Decreto è applicabile a tutte le cause ancora in corso e, quindi, vengono depenalizzati anche i casi di evasione contributiva entro i 10.000,00 euro verificatisi prima dell'entrata in vigore della citata nuova norma.

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Diritto del dipendente ad accedere al fascicolo personale e integrazione delle informazioni

Con la Sentenza n. 6775 pubblicata il 7 aprile 2016 la Corte di Cassazione interviene in merito alla possibilità del lavoratore di accedere al proprio fascicolo personale redatto dal datore, nonché sull'implementazione e la valutazione delle informazioni in esso contenute.In particolare la Suprema Corte ha sentenziato che:il lavoratore ha diritto tramite il Garante della privacy ad intimare al datore la consultazione del fascicolo, nonché ad integrarne i contenuti laddove manchino informazioni o documentazione ritenuta rilevante dal dipendente, maè solo il Giudice a poter stabilire se dette informazioni siano state debitamente tenute in considerazione dal datore per attestare eventuali meriti del lavoratore.

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Chiarimenti in tema di Patent box: Circolare

Con Circolare 7 aprile 2016, n. 11, l'Agenzia delle Entrate, in collaborazione con il MISE, ha fornito chiarimenti in tema di Patent Box, ossia il regime di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall'utilizzo dei beni immateriali (marchi, brevetti, disegni, know-how giuridicamente tutelabili, etc.) introdotto dall'art. 1, commi da 37 a 45, Legge n. 190/2014 e successivamente modificato dal D.L. n. 3/2015 e dalla Legge di Stabilità 2016.In particolare, con la Circolare in esame sono state fornite precisazioni in merito:alle modalità di accesso al Patent box;alla definizione di bene immateriale e di attività di ricerca e sviluppo;al calcolo dell'agevolazione;alla determinazione del reddito agevolabile;ai metodi per la determinazione del reddito attribuibile al bene immateriale;all'oggetto dell'accordo preventivo;al Nexus ratio;alla tracciatura dei costi di ricerca;alle variazioni in diminuzione;alle perdite da Patent box;alle operazioni straordinarie.L'Agenzia, infine, nella Circolare in esame, ha dato spazio ai quesiti relativi al Patent box posti da professionisti e associazioni.

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